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IN PARTICOLARE, L'ULTIMA CENA
IL PERIODO



IL RINASCIMENTO

Leonardo vive a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento, i due secoli che vedono fiorire la civiltà del Rinascimento. Per gli storici dell'arte il Rinascimento (iniziato a Firenze all'inizio del secolo precedente) raggiunge il suo acme nei primi vent'anni del Cinquecento, impersonato da artisti quali Raffaello, Michelangelo, Leonardo, Giorgione, Correggio.
Successivamente l'arte si evolverà dando vita al Manierismo più propenso ad esasperare elementi formali e stilemi appartenenti ai grandi maestri più che imitarli pedissequamente in un confronto impari con personalità artistiche destinate a restare insuperate. La spinta che muove questi artisti è quella di una nuova ricerca figurativa che ha nei suoi intenti quello di suscitare meraviglia e stupore. Parallelamente, nello stesso giro di anni, vedono la luce opere che rivoluzionano rispettivamente l'astronomia e l'anatomia: il De revolutionibus orbium coelestium di Niccolò Copernico e il De humani corporis fabrica di Andrea Vesalio, entrambe scritte nel 1543. Allo stesso modo gli storici della filosofia considerano come rinascimentali autori che vivono in pieno Cinquecento quali Telesio, Bruno e Campanella. Nel momento in cui l'arte entra in una fase involuta, la scienza rinascimentale realizza i suoi massimi capolavori e il pensiero elabora sistemi filosofici di grande originalità.


L'ITALIA

Nella prima metà del Quattrocento l'Italia, e in particolare Firenze, ha una posizione centrale in Europa sia da un punto di vista artistico sia economico. Se è indubbio che la nascita del Rinascimento si colloca nel capoluogo toscano, è anche vero che i protagonisti di questo movimento quali Leonardo, Raffaello, Michelangelo daranno vita alle loro opere più impegnative altrove: a Milano e a Roma.
In altri ambiti abbiamo i tre maggiori pensatori del Rinascimento italiano: Telesio, Campanella e Bruno, tutti originari dell'Italia meridionale, insieme al polacco Copernico e al fiammingo Vesalio.
Già nella seconda metà del Quattrocento - dunque negli anni in cui Leonardo compie il suo apprendistato - Firenze non è più il centro, l'arte non è più segnata da distinte personalità come Brunelleschi, Masaccio, Donatello, Paolo Uccello, bensì da artisti come Verrocchio, Ghirlandaio, Pollaiolo, che sono soprattutto abili organizzatori del lavoro di bottega. Dopo il 1500 l'epicentro del Rinascimento italiano si trasferisce a Roma, dove Raffaello, Michelangelo e, per un breve periodo anche Leonardo, animano il periodo più splendido della cultura rinascimentale, grazie all'iniziativa di pontefici ambiziosi come Giulio II, Leone X e Clemente VII.
Nello scenario internazionale, tra i due secoli, si assiste a un profondo cambiamento che vede l'Italia perdere la sua centralità. Basti pensare alla scoperta di un “nuovo mondo” all'estremo occidente che fa la fortuna della Spagna e delle Fiandre, alla conquista di Costantinopoli da parte dei Turchi e più tardi alla riforma luterana, in antitesi con la Chiesa di Roma, che segnerà un ulteriore passo verso questa spinta centrifuga anti-italiana.Nella prima metà del Quattrocento l'Italia, e in particolare Firenze, ha una posizione centrale in Europa sia da un punto di vista artistico sia economico. Se è indubbio che la nascita del Rinascimento si colloca nel capoluogo toscano, è anche vero che i protagonisti di questo movimento (Leonardo, Raffaello, Michelangelo) vivono o creano le loro opere maggiori altrove. Copernico è un polacco, Vesalio un fiammingo, mentre i tre maggiori pensatori del Rinascimento italiano, Telesio, Campanella e Bruno sono tutti originari dell'Italia meridionale. Già nella seconda metà del Quattrocento - dunque negli anni in cui Leonardo compie il suo apprendistato - Firenze non è più il centro; la sua arte non è più segnata da personalità come Brunelleschi, Masaccio, Donatello, Paolo Uccello, bensì da artisti come Verrocchio, Ghirlandaio, Pollaiolo, che sono soprattutto abili organizzatori del lavoro di bottega. Leonardo e Michelangelo daranno vita alle loro opere più impegnative altrove: a Milano il primo, a Roma il secondo. Dopo il 1500 l'epicentro del Rinascimento italiano si sposta e si trasferisce a Roma, dove Raffaello, Michelangelo e, per un breve periodo anche Leonardo, animano il periodo più splendido della cultura rinascimentale, grazie all'iniziativa di pontefici ambiziosi come Giulio II, Leone X e Clemente VII. Così anche nello scenario internazionale, tra i due secoli, si assiste a un profondo cambiamento che vede l'Italia perdere la sua centralità. Basti pensare alla scoperta di un "nuovo mondo" all'estremo occidente che fa la fortuna della Spagna e delle Fiandre; alla conquista di Costantinopoli da parte dei Turchi; e più tardi la riforma luterana, in antitesi con la chiesa di Roma sarà solo un altro passo verso questa spinta centrifuga antitaliana.


UMANESIMO E SCIENZA

La cultura del Rinascimento si può riassumere in pochi punti: il tema del ritorno alle origini (umanesimo archeologico), il naturalismo, una visione matematica e armonica del mondo, la convergenza di arte e scienza (umanesimo scientifico), il primato della raffigurazione visiva come linguaggio. L'umanesimo scientifico è solo una delle facce di un vasto movimento che interessa la letteratura, la storia, l'arte. Mantegna è forse l'esponente più tipico dell'umanesimo archeologico del Quattrocento che, verso gli inizi del Cinquecento, ad esempio con Raffaello, diventa qualcosa di più profondo: non solo citazione erudita e archeologica, ma una forma nuova di linguaggio artistico, che siamo soliti definire "stile classico”. In questo trapasso dall'umanesimo archeologico del Quattrocento allo stile classico del Cinquecento la lezione naturalistica di Leonardo, appresa da Raffaello a Firenze, ha certo avuto un ruolo fondamentale.
La raffigurazione naturalistica si intreccia dunque con una visione matematica, tipica soprattutto del primo Rinascimento, questa tendenza nasce a Firenze ad opera di artisti come Brunelleschi e Masaccio e trova il suo culmine in Piero della Francesca.
In arte raffigurare in modo naturalistico il corpo umano è direttamente correlato alla ricerca dell'armonia, ossia una corretta e proporzionata combinazione delle parti di un insieme.
La realizzazione del famoso Uomo di Vitruvio di Leonardo, non è che la straordinaria concretizzazione grafica dello studio del canone proporzionale messo a punto dall'omonimo architetto e trattatista romano.
In seguito il naturalismo tenderà a prevalere su ogni scienza esatta. Leonardo, che vive nel pieno di questo passaggio, ritiene la natura una realtà troppo complessa e mutevole per essere imbrigliata nelle sole leggi matematiche. Lo sfumato nella definizione della figura umana e la prospettiva aerea sono le sue più famose risposte alla ormai superata concezione matematica e lineare del Quattrocento.


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