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Galleria degli Uffizi, Firenze

Opera

Autore: Agnolo di Cosimo detto Bronzino
Soggetto: Ritratto di Eleonora di Toledo con il figlio Giovanni
Datazione: 1545 circa
Tecnica: olio su tavola
Misure: 114 x 96 cm
Collocazione: Galleria degli Uffizi, Firenze

Quando Cosimo I de Medici commissione a Bronzino la decorazione della Cappella privata della moglie Eleonora di Toledo a Palazzo Vecchio, egli ha già al suo attivo opere importanti. Vasari ci informa che il Duca, vista la sua “capacità di ritrarre dal naturale quanto con più diligentia si può imaginare”, decide di affidargli i ritratti più importanti della famiglia tra cui quelli dei figli e della madre Maria Salviati. Il ritratto di Eleonora di Toledo con il figlio Giovanni, di gran lunga il più conosciuto, fu realizzato nel 1545 a Poggio a Caiano.
L'opera rappresenta una summa delle caratteristiche tipiche dei “ritratti di Stato”, filone inaugurato a Firenze dallo stesso Vasari: nobiltà, autocontrollo, severità. Sebbene qualunque sentimento risulti “congelato” in un'aristocratica compostezza, l'immagine sprigiona un singolare magnetismo concentrato proprio nel viso e negli occhi della protagonista. La bellezza della duchessa è sottolineata dal sontuoso abbigliamento, dall'acconciatura e dai gioielli a cui Bronzino riserva un'attenzione quasi maniacale. La figura è avvolta da un prezioso fondo blu lapislazzuli, lucente e compatto, interrotto solo sulla destra da un piccolo scorcio di paesaggio. Accanto alla madre la presenza del piccolo Giovanni, secondo figlio maschio destinato alla carriera ecclesiastica, sottolinea il significato del ritratto dinastico.

Ripresa fotografica

IMMAGINE
Dimensione: 4.841.312.064 pixel (63.456 x 76.294)
Profondità di colore: 16 bit per canale
Data scatti: Febbraio 2010
Numero di scatti: 256

ATTREZZATURE 
Fotocamera: Nikon D3X
Software di Acquisizione: Nikon Camera Control Pro 2
Software di Verifica e Postprocessing: Nikon Capture NX 2


CREDITS
Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Si ringrazia la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, la Direzione e il personale della Galleria degli Uffizi
- Riproduzione vietata -

Agnolo Bronzino (Firenze 1503 - 1572)

Agnolo di Cosimo di Mariano, conosciuto con l'appellativo di Bronzino forse per via del colore dei capelli, nasce a Firenze nel 1503.
La sua formazione, dopo un breve periodo di apprendistato, si compie principalmente nella bottega del Pontormo. Con il celebre pittore, conosciuto per il temperamento ribelle e scontroso, stringe un'amicizia da cui scaturisce un proficuo sodalizio artistico. I due lavorano insieme alla Certosa del Galluzzo e nella Cappella Capponi della Chiesa di Santa Felicita dove è ancora evidente lo sforzo imitativo dell'allievo nei confronti del maestro. Ben presto però Bronzino matura uno stile autonomo, caratterizzato da una personalissima stesura del colore: ad esempio nella bellissima Pietà con la Maddalena, citata dal Vasari, la composizione quasi classica denuncia già un allontanamento dall'orbita pontormiana.
Dal 1530 al 1532 Bronzino si reca a Pesaro alla corte dei duchi di Urbino, dove partecipa alla decorazione della Villa Imperiale e dipinge il Ritratto di Guidobaldo della Rovere. Di ritorno a Firenze, forte della fama e dell'esperienza maturate alla corte urbinate, Agnolo è di nuovo accanto al Pontormo che lo coinvolge nella decorazione delle ville medicee di Poggio a Caiano e Careggi. Ormai conosciuto nell'ambiente aristocratico fiorentino per lo stile colto ed elegante, affronta una lunga serie di commissioni, per lo più ritratti, genere nel quale si avvia ad eccellere.
Dopo il matrimonio di Cosimo I de' Medici con Eleonora di Toledo, il nome di Bronzino si lega indissolubilmente all'ambiente della corte medicea. Tra il 1540 e il 1545 si dedica alla decorazione della cappella privata della Duchessa a Palazzo Vecchio: agli affreschi del soffitto e delle pareti con le Storie di Mosè, si aggiunge una grande pala d'altare con la Deposizione di Cristo. Nel frattempo continua la fervida attività di ritrattista: nobili, intellettuali, mercanti... in pochissimo tempo Agnolo diventa l'interprete ufficiale della corte granducale la cui politica culturale mirava a restituire solidità ad uno Stato reduce da anni di violentissime crisi. Di questo periodo ricordiamo, oltre ai ritratti di alcuni esponenti della famiglia Medici, i due pendant con i coniugi Lucrezia e Bartolomeo Panciatichi, il Ritratto di Stefano Colonna, il Ritratto di Ludovico Capponi. L'attività poetica del Bronzino e la capacità di elaborazione intellettuale daranno luogo anche ad alcuni ritratti allegorici come quello di Andrea Doria come Nettuno e di Cosimo I de' Medici come Orfeo. .
Ma la completa maturazione dello stile si ha con le Madonne degli anni 1540-1550 in cui i modelli michelangioleschi trovano il loro compimento. La Venere e Cupido della National Gallery, forse uno dei dipinti più conosciuti di Bronzino, fu dipinta invece per il re di Francia Francesco I. Dai Medici arriva intanto un'altra importante commissione: la fornitura di venti cartoni per gli arazzi che dovevano decorare il salone dei Duecento a Palazzo Vecchio. 
Dopo alcuni viaggi a Pisa e a Livorno, secondo le esigenze della corte, l'attività inizia a decrescere. Lo stile è ormai cristallizzato in schemi fissi e il Vasari gradualmente lo sostituisce nel ruolo di pittore di corte.
Nel 1557 muore Pontormo, lasciando incompiuto il ciclo di affreschi nel coro della chiesa di San Lorenzo: Bronzino li porta a termine. Dopo aver dipinto due pale d'altare per la chiesa dei Cavalieri di Santo Stefano a Pisa su commissione di Cosimo de' Medici, all'età di sessantacinque anni Bronzino intraprende quello che può essere considerato il suo “testamento” artistico, l'affresco con il Martirio di San Lorenzo nell'omonima chiesa. L'affresco, a cui se ne doveva affiancare un secondo mai realizzato, è una sorta di manifesto estetico oltre che un tributo pubblico – come si evince dalla nudità e dai volumi scultorei dei corpi - all'opera di Michelangelo.
Il 23 novembre 1572 Bronzino muore lasciando tutti i dipinti e i disegni all'allievo Alessandro Allori.