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Leonardo da Vinci, Annunciazione (1472-1475)

Galleria degli Uffizi, Firenze

Opera

Autore: Leonardo da Vinci
Soggetto: Annunciazione
Datazione: 1472-1475 circa
Tecnica: olio e tempera su tavola
Misure: 98 x 217 cm
Collocazione: Galleria degli Uffizi, Firenze

L'Annunciazione oggi attribuita a Leonardo da Vinci, è stata per lungo tempo considerata opera di Domenico Ghirlandaio e non esistono notizie certe sulla committenza e sulla sua originale collocazione. 
La scena, diversamente dalla tradizione che ambientava l'annuncio dell'Angelo all'interno di una stanza, si svolge all'aperto, nel giardino di un tipico palazzo fiorentino. La Madonna è rappresentata mentre sfoglia un libro miniato posto su un leggio la cui decorazione ricorda lo stile delle sculture fiorentine del 400. L'impostazione prospettica della figura non è totalmente corretta: la mano destra ad esempio non potrebbe arrivare a poggiarsi comodamente sul libro vista la distanza che c'è tra la Madonna e il leggio. Leonardo, che pure utilizza la prospettiva per dipingere le linee degli elementi architettonici, introduce qui una nuova concezione di spazio costruito attraverso l'uso della luce e del colore, come ad esempio nel paesaggio lacustre che si apre in secondo piano la cui distanza è suggerita dalla particolare atmosfera e dai toni del blu.
Nella raffigurazione del prato fiorito ai piedi dell'angelo, emerge invece la particolare attenzione di Leonardo per il mondo naturale. Decine di fiori decorano il prato mentre al di là del muretto di cinta del giardino, una fila di pini di diverse specie delimita il campo visivo aumentando il senso di lontananza del piccolo porto.

Ripresa fotografica

IMMAGINE
Dimensione: 10.278.737.724 pixel (68.203 x 150.708)
Profondità di colore: 16 bit per canale
Data scatti: Febbraio 2010
Numero di scatti: 533

ATTREZZATURE 
Fotocamera: Nikon D3X
Software di Acquisizione: Nikon Camera Control Pro 2
Software di Verifica e Postprocessing: Nikon Capture NX 2

CREDITS
Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Si ringrazia la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, la Direzione e il personale della Galleria degli Uffizi
- Riproduzione vietata -

Leonardo da Vinci (VINCI 15 aprile 1452 – AMBOISE 2 maggio 1519)

Leonardo nasce a Vinci nel 1452, figlio illegittimo di un notaio e di una contadina. Dopo il trasferimento a Firenze, giovinetto, entra come apprendista nella bottega del famoso pittore e scultore Andrea del Verrocchio, attorno al quale orbitano personalità del calibro di Botticelli, Ghirlandaio e Perugino. Intorno ai vent'anni la formazione di Leonardo è completata, tanto che nel 1472 risulta iscritto come maestro nella Compagnia dei Pittori. A quel periodo appartengono le prime opere: un disegno a penna e bistro raffigurante un paesaggio montano, il Ritratto di Ginevra Benci, la Madonna del garofano e l'Annunciazione degli Uffizi.
Nel 1480 entra a far parte dell'Accademia del Giardino di San Marco, una sorta di scuola dei giovani pittori patrocinata da Lorenzo il Magnifico. Contemporaneamente gli viene commissionata la pala d'altare con l'Adorazione dei Magi, per la chiesa di San Giovanni Scopeto, opera che non verrà mai portata a compimento ma che, insieme al San Gerolamo fornisce dati preziosi sulla sua evoluzione artistica e sulla ormai raggiunta maturità espressiva.
Nel 1482, all'età di trent'anni, Leonardo parte all'improvviso alla volta di Milano. I motivi del suo viaggio non sono del tutto chiari: secondo alcuni biografi dell'epoca (tra cui il Vasari) si muove per conto di Lorenzo di Magnifico in una sorta di missione diplomatica, portando a Ludovico Sforza (che diverrà noto con il nome di Ludovico il Moro, si ipotizza per via della carnagione scura), un dono prezioso. Probabilmente Leonardo è anche in cerca di nuove commissioni come si evince da una lettera non autografa racchiusa nel Codice Atlantico. Con la città meneghina manterrà un legame molto forte, tanto da renderla di fatto una delle sue patrie d'adozione. Nelle strade e nei palazzi di Milano, infatti, il pittore, l'ingegnere, lo scultore e l'architetto avrà modo di realizzare alcuni tra i suoi più grandi capolavori (la rete di canali e chiuse dei Navigli milanesi ne è un esempio fra tutti) e di elaborare buona parte delle idee e dei progetti che faranno di Leonardo il genio polimorfo del Rinascimento italiano.
E' del 1483 uno dei suoi capolavori, la Vergine delle Rocce, dipinta in due versioni. Di pochi anni più tardi è il progetto del modello per il monumento equestre a Francesco Sforza che, nelle intenzioni del Moro, era destinato a celebrare la dinastia di famiglia. Ma il genio leonardesco si manifesta anche nei ritratti, tra questi la celebre Dama con l'ermellino, in cui sperimenta la sua teoria dei moti dell'animo raggiungendo vertici importanti.
Nel 1494, l'arrivo di Carlo VIII getta nel terrore mezza Italia ma, per quanto riguarda lo stato di Ludovico il Moro, non ha pesanti conseguenze. Proprio quando gli incarichi più importanti sembrano scarseggiare e Leonardo scrive lettere (o bozze di lettere), al Moro in cui si lamenta per la precarietà delle proprie condizioni economiche egli gli affida la più grande commissione sforzesca dei suoi anni milanesi: la decorazione del refettorio di Santa Maria delle Grazie con l'opera che rappresenta il vertice della produzione pittorica milanese, l'Ultima Cena.
Dopo la caduta di Ludovico Sforza e l'invasione dei francesi a Milano, nel 1499 Leonardo abbandona Milano e, dopo brevi soggiorni a Mantova e Venezia, fa ritorno nella sua Firenze. Nella patria d'origine, dopo la realizzazione del disegno della Sant'Anna (disegno mai tradotto in pittura), riceve una commissione importante e decora una parete della Sala del Maggior Consiglio a Palazzo Vecchio con la famosa Battaglia di Anghiari.
Nel 1503 inizia a lavorare a un ritratto destinato a diventare uno dei dipinti più famosi del mondo, la Gioconda, forse condotta a termine solo un decennio più tardi.
All'attività artistica Leonardo alterna frequenti viaggi che lo portano di nuovo a Milano e a Roma ed in Francia, ad Amboise, su richiesta del re Francesco I in persona. A corte ricopre la carica di premier peinctre et ingénieur et architecte du Roy, Meschanischien d'Estat. Muore nel 1519 nel castello di Cloux lasciando in eredità i manoscritti e i disegni all'allievo Francesco Melzi.