Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di visita. Chiudendo questo banner acconsenti all’uso dei cookie.

Palazzo Besta, Ciclo dell'Ariosto (1550)

Teglio, Valtellina (Sondrio)

“Immagine in altissima definizione non disponibile per la visione. Per informazioni scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Opera

Il Salone d'Onore si trova al primo piano di Palazzo Besta e rappresenta l'ambiente più prestigioso dell'edificio. Le pareti sono decorate con 21 riquadri raffiguranti alcune scene tratte dall'Orlando Furioso dell'Ariosto, la cui realizzazione ricoprì affreschi precedenti costituiti da motivi vegetali che si possono ammirare, grazie agli ultimi restauri, sulla porzione di parete adiacente al camino. Recenti studi hanno individuato l'edizione a stampa del capolavoro ariostesco a cui si ispirò l'anonimo artista che mise mano alla decorazione della sala: si tratta del volume dell'Orlando Furioso stampato a Venezia nel 1542 da Giolito de Ferrari. Data la vivacità culturale della corte dei Besta, non è difficile pensare che proprio nella loro biblioteca potesse trovarsi una copia di questo volume di cui oggi si conserva un esemplare del 1547 presso la Biblioteca Braidense di Milano. D'altra parte l'esistenza di altri due cicli con il medesimo soggetto, uno presso casa Valenti a Talamona, l'altro presso Castel Masegra a Sondrio, dimostra il forte interesse delle corti del tempo per la letteratura ariostesca e permette di collocare le pitture di Teglio intorno al 1550.
Il Salone d'Onore di Palazzo Besta, per completezza e stato di conservazione, rappresenta un esempio insuperato. Le scene illustrano in modo veloce e dinamico le storie di alcuni personaggi del poema, soprattutto eroine, le cui vicende sono in alcuni quadri rappresentate sotto forma di allegorie del mondo e dei sentimenti umani.

Ripresa fotografica

IMMAGINE
Dimensione media di ciascun quadro: 771.225.468 pixel (27.052 x 58.509)
Profondità di colore: 16 bit per canale
Scatti: eseguiti nel giugno 2008
Numero di scatti: 2250

ATTREZZATURE
Fotocamera: Nikon D2Xs
Software di acquisizione in tempo Reale: Nikon Camera Control Pro
Software di Verifica e Postprocessing: Nikon Capture NX
Dispositivo di puntamento: Testa Panoramica Motorizzata - CLAUSS Rodeon VR

CREDITS
In collaborazione con il MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI - Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano

Contesto storico

Palazzo Besta, dimora rinascimentale tra le più belle e meglio conservate della Valtellina, deve la sua notorietà alle campagne decorative intraprese dai Besta nel corso del XVI secolo. Questi erano divenuti signori incontrastati della valle dopo aver acquistato gli ampi terreni posseduti dal vescovo di Milano, compreso il castello di Teglio.
Nel 1508 Azzo Besta morì senza veder nascere il figlio Azzo II. La moglie Ippolita si risposò con Andrea Guicciardi di Ponte, uomo di elevata cultura il cui potere crebbe rapidamente grazie ad una oculata amministrazione degli affari di famiglia. La formazione umanistica di Andrea Guicciardi, divenuto rettore presso l'Università di Pavia, influì sull'educazione del giovane Azzo II che, insieme alla moglie Agnese Quadrio, si circondò presto di una corte vivace e frequentata da artisti, intellettuali, letterati.
Palazzo Besta, costruito intorno al grande cortile centrale e aggiornato al più moderno linguaggio architettonico dell'epoca, venne decorato con affreschi che testimoniano la cultura dei suoi frequentatori. Oltre al Ciclo dell'Ariosto, dipinto sulle pareti del Salone d'onore, altre raffigurazioni pittoriche attingono a piene mani ai classici della letteraratura, come è il caso delle scene tratte dall'Eneide affrescate all'interno del cortile principale, tema ricorrente anche in altri palazzi rinascimentali (Bologna, Sabbioneta, Mantova).
A Carlo I, figlio di Azzo II, si deve invece la decorazione della Sala della Creazione, con affreschi ispirati alle storie della Genesi e con la controversa raffigurazione, sulla volta, della Terra Australis.
Non v'è dubbio che questo tipo di decorazione, insieme agli altri dipinti del Palazzo, ai portali classici, alle logge, alle finestre in ferro battuto, rappresentino in modo completo e attento la piccola e raffinata corte rinascimentale della famiglia Besta di Teglio.

Dettagli dell'opera

1- Nel quadro IV, per sottolineare che Gabrina e Filandro si sono trasferiti in Olanda, l'artista dipinge un nido di cicogne sul tetto della casa.

2- Nel quadro XVIII la cupidigia è raffigurata come un animale con orecchie d'asino, testa di lupo, zampe di leone e corpo di volpe. Tra coloro che si macchiano di questa colpa si possono riconoscere i potenti sovrani e il papa.


3- Sullo sfondo del quadro XI Dalinda, pentita per la sua cattiveria, viene accolta in convento. Da notare la maestria con cui vengono tratteggiate le piccole figure sullo sfondo del riquadro.


4- Nel quadro XXIV sono rappresentati alcuni degli oggetti persi dall'uomo sulla terra che Astolfo troverà sulla Luna. Serpenti con il volto di fanciulle, opera di falsari e ladri, una matassa di ami d'oro, simbolo dei regali fatti per  
    ingraziarsi i potenti, una serie di ciotole rovesciate che rappresentano l'elemosine prescritte nei testamenti e sacchi di monete e brocche infrante, simboli di altrettanti comportamenti non virtuosi.


5- Nel quadro X si può notare tutta l'abilità del pittore nella raffigurazione dei cavalli, qui rappresentati in diverse posizioni, spesso molto scorciate.

Descrizione quadri

1- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Quadro I (Canto XXI, 17-18)
Gabrina, moglie di Argeo, tenta di convincere Filandro, ferito e accolto in casa dall'amico, a diventare suo amante.

2- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Quadro II (Canto XXI, 20-24 e 28)
Gabrina racconta al marito Argeo che Filandro in sua assenza ha approfittato di lei. Il giovane, non colpevole, viene catturato e segregato in una torre.

3- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Quadro III (Canto XXI, 20-24 e 28)
Gabrina convince Filandro, ancora imprigionato, ad uccidere Morando il Bello, con la scusa che questi approfitti di lei durante l'assenza del marito Argeo. Filandro però, nell'intento di assecondare l'amata, uccide per sbaglio Argeo non riconoscendolo per via del suo travestimento.

4- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Quadro IV (Canto XXI, 58-59)
Dopo il matrimonio Gabrina e Filandro vivono in Olanda. Ma la donna si accorda con un medico per avvelenare anche il secondo marito.

5- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Quadro V (Canto IV, 58; V, 10-11 e 15-17; VI,5)
Dalinda, dama di Ginevra, accoglie in camera sua l'amante Polinesso. Questi però, è innamorato di Ginevra e chiede a Dalinda di aiutarlo a convincerla del suo amore.

6- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Quadro VI (Canto V, 19-22, 27-35)
Dalinda porge una finta lettera di Ginevra a Polinesso in modo che egli la possa poi mostrare ad Ariodante facendogli credere di essere davvero l'amante di Ginevra.

7- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Quadro VII (Canto V, 46-52)
Per ingannare Ariodante, Dalinda si traveste con gli abiti di Ginevra e si incontra con Polinesso. Ariodante, vedendo il tradimento dell'amata, si dispera ma è trattenuto dal fratello Lurcanio.

8- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Quadro VIII (Canto V, 53-57; VI, 5-6)
Ariodante, scoperto il tradimento, tenta il suicidio buttandosi nel mare. Pentitosi però torna a riva dove incontra un eremita.

9- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Quadro IX (Canto IV, 59-70; V, 63-65)
Lurcanio denuncia il presunto tradimento di Ginevra che viene condannata a morte. Compare anche Rinaldo che salva Dalinda dai sicari inviati da Polinesso.

10- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Quadro X (Canto IV, 63;V, 75, 83-86)
Il duello tra Lurcanio e un cavaliere sconosciuto viene interrotto da Rinaldo che, conosciuta la verità, si schiera dalla parte di Ginevra.

11- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Quadro XI (Canto V, 86-88; VI, 8-9, 14-16)
Rinaldo uccide Polinesso in duello. La vicenda si conclude con il matrimonio di Ginevra e Ariodante e il perdono da parte del re di Dalinda, che decide di entrare in convento.

12- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Veduta
Decorazione naturalistica sopra la finestra.

13- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Quadro XII (Canto X, 107, 112)
Angelica indossa l'anello magico che la rende invisibile e sfugge a cavallo di un piccolo drago rosso.

14- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Quadro XIII (Canto X, 114; XI, 2, 6-7)
Ruggero salva Angelica dalla rupe dell'Orca dove era progioniera e con lei fugge in groppa all'ippogrifo.

15- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Veduta
Decorazione naturalistica sopra la finestra.

16- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Quadro XIV
Episodi di donne ingrate in amore

17- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Quadro XV (Canto XLII, 64)
Rinaldo, venuto a conoscenza del matrimonio di Angelica con Medoro, è roso dalla Gelosia. In suo soccorso arriva lo Sdegno, rappresentato da un cavaliere misterioso armato di fiaccola.

18- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Veduta
Decorazione naturalistica sopra la finestra.

19- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Quadro XVI (Canto XIV, 82-84)
L'allegoria della Discordia è rappresentata da una donna dalle vesti variopinte, attorniata da avvocati, giuristi, accusatori e accusati.

20- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Quadro XVII (Canto XIV, 93)
Le personificazioni del Sonno, della Pigrizia, dell'Ozio, del Silenzio, dell'Oblio popolano la grotta del sonno.

21- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Quadro XVIII (Canto XXVI, 31-33)
La Cupidigia, un mostro con orecchie d'asino, testa di lupo, zampe di leone e corpo di volpe, fa strage dei potenti, soprattutto all'interno della Chiesa.

22- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Quadro XIX (Canto XXVI, 35-36)
La Cupidigia è uccisa da un cavaliere e da tre giovani che rappresentano i sovrani europei.

23- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Quadro XX (Canto VI, 63)
Ruggero sull'isola di Alcina incontra strani personaggi, tra cui un vecchio seduto su una testuggine.

24- Ciclo dell'Ariosto, Palazzo Besta, Quadro XXI (Canto XXXIV, 51-52, 67, 69, 73)
Astolfo, per recuperare il senno di Orlando, si reca sulla Luna con il carro infuocato guidato da San Giovanni. Alcuni degli oggetti che gli uomini perdono sulla Terra sono rappresentati sotto il carro.

Curiosità

L'Ariosto in Valtellina

Palazzo Besta conserva il più completo ed esteso ciclo di affreschi di tutta la Valtellina ispirato all'Orlando Furioso. Tuttavia la fortuna di questo capolavoro della letteratura anche in terre più provinciali come quelle prese in esame, è testimoniata dalla presenza di altri due palazzi che presentano la medesima decorazione. Il primo esempio è Castel Masegra di Sondrio dove purtroppo la frammentarietà e la ridotta estensione degli affreschi non permettono di apprezzare lo splendore originale dell'opera. Non così invece a Talamona, dove si conserva un altro esempio di pittura ariostesca presso casa Valenti. Quest'importante palazzo situato nel centro storico del piccolo borgo di Talamona, presenta una facciata organizzata su più livelli decorativi: il più alto, appena sotto il tetto, è affrescato con sei riquadri posti tra le finestre che rappresentano altrettante scene tratte dall'Orlando Furioso. Il gusto antiquario che caratterizza tutta la facciata domina anche all'interno delle raffigurazioni, realizzate a monocromo, quasi si trattasse di un bassorilievo antico. I danni subiti dal tempo e dalle intemperie non impediscono in ogni caso di riconoscere tra i protagonisti delle vicende narrate negli affreschi Bradamante, Ruggero e Angelica, già incontrati nei piccoli riquadri di Palazzo Besta a Teglio.